Oltre i luoghi comuni e le solite idee: che una scuola cattolica è un ambiente chiuso, asfittico ed un po' ammuffito, una riserva indiana per studenti in via di estinzione, un luogo protetto ed integralista…

Abbiamo costruito rapporti con il territorio, vicino e lontano; siamo contenti di essere nel centro di una città ricca di offerte formative di eventi culturali che cerchiamo di valorizzare nei nostri percorsi didattici; siamo contenti di essere cattolici, cioè non settari, aperti al mondo e cercatori della verità.

  • Pensiamo che la scuola non abbia l'esclusiva della formazione dei ragazzi: molte esperienze e molti contesti - prima di tutto quello famigliare - vi concorrono. E tuttavia serve un luogo critico, un luogo di confronto e di decodifica, un tempo- spazio dedicato all'appropriazione.
  • Pensiamo inoltre che la formazione degli adolescenti oggi non passi solo attraverso la didattica delle discipline, ma richieda alfabetizzazioni - sulle abilità di vita, sul diventare cittadini e sull'essere fruitori ed elaboratori di cultura - che vanno acquisite e rafforzate in situazioni apposite di apprendimento.
  • Garantiamo gli spazi della partecipazione studentesca; promuoviamo l'impegno sociale, il volontariato; apprezziamo il dibattito, il pensiero aperto e l'incontro interculturale.

Avere un punto di vista consente il dialogo con quelli che ne hanno un altro. La genericità lascia deboli e disorientati.

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