"Foreste dense e selvagge”

La lezione universale di Primo Levi


“La tregua” è l’opera nella quale Levi ci spiega che “... esistono remissioni, “tregue”, come nella vita del campo l’inquieto riposo notturno; e la stessa vita umana è una tregua, una proroga; ma sono intervalli brevi, e presto interrotti dal “comando dell’alba”, temuto ma non inatteso, dalla voce straniera (“Wstawać” significa “Alzarsi”, in polacco) che pure tutti intendono e obbediscono. Questa voce comanda, anzi invita alla morte, ed è sommessa perché la morte è iscritta nella vita, è implicita nel destino umano, inevitabile, irresistibile; allo stesso modo nessuno avrebbe potuto pensare di opporsi al comando del risveglio, nelle gelide albe di Auschwitz».

È nelle pagine del romanzo del ritorno che trova ispirazione la riflessione propedeutica alla nuova edizione del progetto “Un treno per Auschwitz”. Il racconto del viaggio verso casa di Primo Levi allontana il buio descritto in “Se questo è un uomo” per ritrovare i colori del paesaggio europeo sfiancato dalla distruzione, ma anche il grigiore dei foschi villaggi deserti.

Le foreste dense e selvagge percorse dal treno che viaggia verso est sono quelle dietro le quali il nazismo ha nascosto le strutture di morte del popolo ebraico d’Europa.

I nomi delle stazioni Krakow, Tarnóv, Rzeszów che Primo Levi scorse tra i rami intralciati sono ancora lì e purtroppo evocano ancora i nomi agghiaccianti di Auschwitz-Birkenau, Chełmno, Sobibór, Treblinka, Majdanek, e Bełżec.

Il cammino paziente di “Un treno per Auschwitz” si fermerà per la prima volta anche sulle ceneri di Bełżec per ascoltare il silenzio dei Sommersi.

Lorena Pasquini


Gli attori di viaggio

Progetto: Lorena Pasquini

Ente promotore: Archivio storico “Bigio Savoldi e Livia Bottardi Milani”

Ente responsabile organizzazione e coordinamento attività: I luoghi. Centro studi per l’educazione alla cittadinanza


Le fasi del progetto

Il metodo, collaudato in anni di esperienza de “Un treno per Auschwitz” si fonda su una serie di attività in cui i partecipanti sono i protagonisti del progetto attraverso le seguenti fasi:

  1. la preparazione del viaggio per i docenti e per gli studenti, che si realizza attraverso indicazioni e strumenti forniti nel periodo precedente il viaggio dal momento dell’adesione della scuola e la partecipazione alle giornate di studio previste; verrà inoltre affidato un lavoro autonomo per ogni gruppo scuola per la preparazione di alcune attività che si terranno durante il viaggio, di cui verranno date le specifiche alle scuole aderenti al progetto.
  2. l’azione durante il viaggio ad Auschwitz, attraverso il confronto, lo scambio con gli altri compagni di viaggio, ma soprattutto attraverso l’esperienza fisica del viaggio;
  3. la rielaborazione dell’esperienza attraverso laboratori finalizzati alla pubblicazione dei materiali prodotti con l’obiettivo di mettere in valore l’impegno dei partecipanti e di divulgare e conservare a beneficio di tutti coloro che sono rimasti.


Il viaggio

Il viaggio, della durata di 4 giorni, verrà effettuato: nel mese di novembre (dal 2 al 5 novembre) con partenza da Brescia. L’adesione presuppone la partecipazione a tutte le fasi del progetto. I percorsi propedeutici proposti ai docenti accompagnatori e agli studenti costituiscono parte integrante del progetto. I programmi dettagliati saranno disponibili per le scuole che aderiranno al progetto.

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